dispetti

 

Vediamo alcuni problemi sorti dalla rivalita'della Compagnia dei Cavi verso la Marconi tutti tratti dalla rivista "L'Elettricita' ":

 

1902

 Un attacco diretto alla radiotelegrafia,  ing Gino Campos.

   L' "Elettricita'  " ha giorni or sono , scherzosamente, accolto come si meritava il grido d'allarme di un oca capitolina contro la telegrafia senza fili. Ora, contemporaneamente all'annunzio di nuove e migliori comunicazioni radiotelegrafiche transatlantiche ( e contemporaneamente anche, d'altra parte, al completamento del grande cavo sottomarino transpacifico) un nuovo grido d'allarme ci giunge dall'Inghilterra; anzi un attacco diretto alla radiotelegrafia. Questa volta l'apparenza, almeno, e'di serieta'; e a volere essere imparziali nelle questioni che attualmente si dibattono su questo argomento, non si puo' fare a meno di rilevarlo, pur osservando che la fonte non e'del tutto scevra di sospetto e pur augurandoci con fiducia che da questa prova come gia' da tante altre la telegrafia senza fili possa ben presto uscir vittoriosa.

   In seguito al rapporto recentemente pubblicato dal tenente Solari sulla campagna radiotelegrafica della "Carlo Alberto"in cui vennero effettuate comunicazioni fino a 750 miglia (dalla stazione trasmettente di Poldhu in Cornovaglia fino a Cagliari), da alcuni giornali inglesi viene accennato che le anzidette comunicazioni non erano state poi cosi' segrete come si pretendeva; cioe' a dire che il sistema sintonico, che la Compagnia Marconi assicura di possedere in modo perfetto e di cui si ha ragione di supporre abbia fatto uso, lasciava ancora molto a desiderare. Contro queste voci protesto' tosto la Compagnia Marconi in persona del sig. Cuthbert Hall, direttore amministrativo, con una lettera all' ╦lectrician" ripetendo l'invito (di cui piu' volte si e'sentito parlare) di intercettare i radiotelegrammi delle sue stazioni a chi se ne sentisse capace e in particolare modo a Preece ed a Lodge.

   Ed ecco contemporaneamente venire fuori il sig. Nevil Maskelyne, il quale, incaricato dalla Compagnia dei Cavi "Eastern Telegraph Company"di sovraintendere da vicino alla propria stazione radiotelegrafica di Porthcurnow. a 18 miglia da Poldhu afferma:

1) che durante la campagna raporthcurno10.jpg (148441 byte)diotelegrafica della Carlo Alberto egli ha letto coi propri apparecchi tutti i telegrammi inviati da Poldhu e ricevuti da questa nave;

2) che ha letto inoltre parecchi telegrammi che, inviati da Poldhu, non furono ricevuti dalla "Carlo Alberto"e non figurano percio' nel rapporto Solari;

3) che la velocita' di trasmissione, che la Compagnia Marconi asserisca essere di 15 parole al minuto, non supera invece le 5 parole;

4) che infine egli ha scoperto un astuzia della Compagnia Marconi, consistente nel frammischiare ai segnali piu' forti diretti alla Carlo Alberto, molti altri piu' deboli e irregolari destinati ad impedire l'interpretazione dei primi alle stazioni circonvicine che avessero sorpreso la trasmissione.

  Il sig. Nevil Maskelyne documenta le sue asserzioni con diversi "facsimile"di radiotelegrammi, fra cui e'notevole quello ormai storico, dell'ambasciata italiana a Londra diretta al Re d'Italia( Your Mayesty's Embassy sends by Marconi's telegraph humbles homages- Carmignani) Secondo il sig. Nevil Maskelyne questo telegramma, trasmesso per la prima volta da Polpoldhu.jpg (210664 byte)dhu il 6 settembre alle ore 9 p.m., venne ripetuto poi moltissime volte, anzi per ore continue, finche' solo il giorno 9 alle ora 4 a.m. venne avvertito dalla"Carlo Alberto" come si rileva dal rapporto del tenente Solari.

    La dichiarazione del sig. Nevil Maskelyne sono gravi; non lo si puo' negare, ma ancora piu' grave e'l'interpretazione che ad esse tanto il sig. Masklyne quanto l'Electrician con malcelata compiacenza vogliono attribuire, quasi esse dovessero essere un colpo mortale per la radiotelegrafia almeno per le comunicazioni a grande distanze; cio' fortunatamnte e' tutt'alto che provato.

   Certo e'che da parte della Compagnia Marconi quanto da parte della Marina Italiana, direttamente interessate nella questione, debbono ora venir tosto le piu' esplicite e documentate spiegazioni per mettere a posto le cose; e nello stesso tempo altri schiarimenti deve dare il sig. Maskelyne.

    E prima di tutto conviene sapere se fu soltanto la stazione di Portchunow (a 18 miglia, ripetiamo, da Poldhu e dove percio' l'energia delle oscillazioni era 1700 volte maggiore che alla Carlo Alberto) se fu solo essa a sorprendere il segreto della trasmissione o se altrettanto hanno potuto fare anche altre stazioni.

  La cosa non e'facile a chiarirsi, giacche' la Marina Inglese provvista di apparecchi Marconi, Quella Francese coi suoi di Marconi e del comandante Tissot, quella Tedesca colle installazioni di Marconi, Slaby e di Braun e occorrerebbe anche quella Spagnola cogli apparecchi Cervera-Baviera non hanno certo alcun interesse dal lato militare a propalare il risultato delle proprie osservazioni. Spiegazioni, potendo, ne fornirebbero forse volentieri la "Allgemeine Elekticitats Gesellshaft"e la Siemens Halske" ma le loro stazioni sistema Slaby  e sistema Braun sono troppo lontane da Poldhu e non e'meraviglia che abbiano potuto lavorare anche contemporaneamente a questa senza inconvenienti. Quanto alle stazioni Marconi in Inghilterra e altrove, e' forse indiscrezione domandare il risultato! Certo che lo potrebbe,e speriamo lo abbia gia' fatto in precedenza, la Marina Italiana che ha diritto di tutto sapere in questa circostanza; in qual caso la prova dovrebbe farsi adesso in occasione dell'attuale campagna radiotelegrafica transatlantica della Carlo Alberto provvedendo qualche nave incrociante nelle acque inglesi con gli apparecchi Marconi non accordati con Poldhu, ma in condizioni normali di funzionamento, anzi corrispondenti con le altre stazioni inglesi.

   E a questo proposito, una domanda al sig. Maskelyne: e'proprio avvenuta innocentemente la intercettazione da lui effettuata? o piuttosto "con opportune disposizioni di capacita' e induttanza? "non ha egli forse cercato di mettere i suoi ricevitori in accordo con la particolare frequenza usata nelle trasmissioni di Poldhu? Giacche' e questo e ben altro c'e'da aspettarsi dalle Compagnie dei Cavi contro la radiotelegrafia, ora che questa accenna a diventare troppo invadente. E in questo caso non sarebbe poi troppo a maravigliare che la trasmissione abbia potuto in cosi' favorevoli circostanze di vicinanza esser sorpresa, giacche' finora non si puo'con sicurezza asserire che sia assolutamente impossibile inogni caso ottenere tale sintonia; anzi lo stesso sig Cuthbert Hall, amministratore della Compagnia Marconi, sembra implicitamente ammetterlo nell'invito a cui si e'accennato, richiedendo un preventivo avviso di tentativi eventuali di intercettazione. Non solo, ma e'anche probabilissimo che si possa attuare delle disposizioni tali da ottenere rapide e periodiche variazioni della frequenza di un ricevitore, almeno entro certi limiti,e rendere cosi' piu' facile un tentativo di questo genere. Un successo in tal caso avrebbe importanza dal punto di vista militare, ma molto meno nel lato pratico e commerciale, restando sempre la possibilita' di comunicazioni contemporanee indipendenti....

   Del resto gli esperimenti transatlantici in corso sembrano fatti apposta per permettere al sig. Maskelyne, o all'attuale direttore della stazione di Porthcunow di chiarire le condizioni dei suoi esperimenti e ( in caso di inammissibili contestazioni sulla loro autenticita') di pubblicare i radiotelegrammi di Poldhu prima della Compagnia Marconi. Un punto notevole non molto precisato dalle asserzioni del sig. Maskelyne e'la dichiarazione che non tutti i telegrammi spediti da Poldhu giunsero alla Carlo Alberto;e in verita' su tale questione il rapporto del tenente Solari non sembra molto esplicito, sebbene esso effettivamente accenna a segnali non ben interpretati e perturbazioni atmosferiche. Per giudicare intorno alla percentuale delle trasmissioni riuscite e'necessario che, come venne pubblicato il diario della Carlo Alberto cosi' venga reso pubblico il corrispondente diario della stazione di Poldhu: e questo certamente non mancheranno di fare la Compagnia Marconi e la Marina Italiana che pure deve conoscerlo e che e'in dovere di chiarire la cosa. Anche intorno all'asserita trasmissione di segnali perturbatori sara' bene avere esplicite spiegazioni; ma in ogni caso questa astuzia, molto ingrandita dal Maskelyne,e' forse diretta proprio alla vicina e vigile Portchunow, si ridurrebbe a ben modesta e inoffensive proporzioni se e radiogrammi e perturbazioni riuscirono inavvertiti con le altre stazioni; cioe' se per leggere gli uni o gli altri e'necessario come si e'detto, cercare proprio l'accordo con la stazione trasmettente.

  Certo e'che, se ancora probabilmente non e'stata detta l'ultima parola intorno all'attuazione pratica di una perfetta sintonia, e se le recenti manovre navali in Francia e in Inghilterra hanno concluso, come sembra, alla poca sicurezza e segretezza delle trasmissioni radiotelegrafiche adottate, il sig. Nevil Maskrlyne non deve pero' troppo impensierirsi per le supposte navi in pericolo al largo della Cornovaglia impossibilitate a chiedere aiuto per le perturbanti segnalazioni di Poldhu; e deve piuttosto rammentare che ( tra l'altro) durante le prove dell'anno scorso tra Poldhu e il Philadelphia, a 1500 miglia, i transatlantici interposti e provvisti di apparecchi Marconi abbiano potuto liberamente e contemporaneamente comunicare senza perturbazioni. In ogni caso, nel mentre sta per radunarsi la commissione internazionale per il disciplinamento (ormai indispensabile) della telegrafia senza fili, sarebbe bene che una discussione possibilmente serena ed equanime venisse a porre luce sopra questo argomento, che si facesse sentire in proposito anche l'autorevole parola di Fleming, ormai chiamato direttamente in causa dall'Electrician; e sovratutto che discussioni e giudizi si fondassero sopra un vero piano di esperienze pratiche e rigorose di rapporti scientifici e completi. La Marina Italiana, che da prova attualmente di rara iniziativa e che conta valenti cultori della Radiotelegrafia, potrebbe assumersi ( continuando gli esperimenti in corso con Marconi e iniziandone altri piu' modesti ma non meno utili) questo non sara'certo facile ma altamente onorevole compito.        

                                     Ing Gino Campos, della Soc. Pirelli

 

                                             1903

una lettera alla rivista succitata

..."ho saputo in questi giorni che a Porthchnow presso Lands'Head. la eastern Telegraphic C. ha la sua grande stazione dalla quale partono sette cavi per l'oriente e l'Asia, essa ha impiantato da qualche tempo una stazione radiotelegrafica allo scopo di disturbare la prossima stazione marconiana di Poldhu....proseguono notizie gia' note."

  sempre da "l'ElettricitÓ"

Marconi e Fleming:

Durante la conferenza che il prof Fleming tenne all'Istituto Reale sul sistema Marconi alcuni giorni or sono egli ebbe a constatare che vi erano persone le quali interponevano correnti elettriche per rendere impossibile la sua dimostrazione sperimentale. Infatti tra i messaggi trasmessi dalla stazione Marconi vennero a insinuarsi parole estranee, versi di Shakespeare ecc. che provenivano da altra fonte. Il Fleming scrisse a tali proposito al Times una lettera in cui manifestava la propria indignazione per i teppisti scientifici (hooligans of science). Ora i signori Maskelyne e Mauders, pretesi inventori di un nuovo sistema , confessano di essere stati essi a produrre quell' intralciamento di correnti elettriche, per provare che l'isolamento col sistema Marconi non e'possibile, e che i suoi strumenti risentirebbero le influenze di altre correnti vicine. Aggiungono che se essi avessero voluto, avrebbero potuto rendere assolutamente impossibile l'esperimento. Il prof Fleming interpretando  circa queste intromissioni, dichiara che l'azione dei due signori e'illegittima e disonesta e che e'assolutamente falso che essi possano riuscire ad influenzare gli strumenti Marconi mediante un altra corrente di onde aeree. Essi adoperarono una potentissima corrente di alta tensione e che passava per la terra; una corrente di tale valore che fu risentita persino dalle lampade elettriche della sala. E questo osserva Fleming, non prova nulla. D'altronde questa corrente avrebbe disturbato non solo gli apparati senza fili di Marconi, ma qualunque linea telegrafica o telefonica del luogo.