marzi
Giovanni Battista Marzi nacque a Roma nel 1860 e si era
avviato dapprima alla carriera ecclesiastica, compiendo studi classici e
teologici nel seminario di Montefiascone, presso Viterbo. Ad un certo punto
lasciò l’abito da semi
narista
per dedicarsi alle meccanica ed alla elettricità.
A solo 23 anni lo ritroviamo primo direttore ed organizzatore della nascente rete telefonica romana e segretario per l’Italia della Sociètè Gènèrale des Tèlèphones creata in Europa per sfruttare i brevetti ci Graham Bell. Marzi rinunciò al posto lucroso per creare un’officinetta per la costruzione di apparecchi di precisione. La genialità americana intorno alla comunicazione elettrica si era arrestata di fronte agli elevati costi del creare una congiunzione automatica delle comunicazioni telefoniche, ma Marzi non si scoraggiò e creò un dispositivo atto a collegare 10 apparecchi.
Sul finire del 1885 ottenne di costruire la rete telefonica interna Vaticana. Inizialmente collegò i vari servizi della biblioteca Vaticana. L’impianto fu inaugurato nel 1886 e funzionò ininterrottamente per tre anni senza creare problemi. Leone XII, nelle sue visite alla Biblioteca, ebbe occasione di servirsene parecchie volte. Fu il primo Pontefice che si servì del telefono.
Nel sistema di Marzi si riscontravano principi e componenti
della successiva telefonia automatica :
il trasmettitore d’impulsi, poi usato negli apparecchi Western, il selettore a
passi successivi circolari adottato anni dopo da Strowger. Il primo centralino
automatico americano fu battezzato nel 1892 a Laporte (Stati Uniti) o
vvero è
sei anni posteriore a quello del Nostro. Nel 1890 inventa un bersaglio a
segnalazione automatica, poi usato
in molti campi di tiro, nel 1896 realizza il
suo primo altoparlante telefonico applicandolo alla trasmissione dei comandi a
bordo delle navi. Il sistema fu adottato su navi italiane ed estere e fruttò
bene. Il Marzi abbandonò l’officina romana e la trasferì a Vado Ligure.
Dedicò investimenti anche alla nascente radiotelefonia. Con un sistema
da lui ideato, al principio del 1914, si trasmisero parole e musica da Bruxelles
a Parigi. La grande guerra interruppe le sue esperienze e la fabbrica dovette
dedicarsi a costruire materiale bellico, ma non fece fortuna. Marzi morì a Roma
sul finire del 1927.
Marzi, padre e figlio, realizzarono un microfono nella quale le particelle di carbone si rinnovavano continuamente evitandone il deterioramento provocato dalla forti correnti.
Il microfono è costituito da un recipiente contenente una
polvere di carbone fine che cade da un orifizio controllato da una sfera o da
una valvola conica. La valvola è controllata da un elettromagnete eccitato da
un normale microfono. La compressione delle particelle controllata dalla valvola
è sufficiente a variare la resistenza del
circuito
annesso. La superficie della valvola e relativa flangia sono platinate per
evitarne l’ossidazione.
Marzi, usando quattro dispositivi Moretti ad arco in serie come generatore ed il suo microfono, raggiunse in radiofonia 520 miglia coprendo la tratta Spezia –Messina. Marconi usò un sistema non dissimile per comunicazioni tra navi della marina.
Da notare che il brevetto del microfono altisonante è di Domenico, di Gian Battista Marzi e che il brevetto della centrale di commutazione telefonica è del fratello Giulio.
microfono Moretti