Cav. Stefanoni Luigi via Buonarroti, 51 ROMA
Al reverendo Padre Alfani degli Scolopi, scienziato a Firenze.
Leggo in questo momento nel "Giornale d'Italia"d'oggi, la narrazione della fuga del preteso inventore ing. Ulivi e delle di Lei relazioni con questo ciarlatano( che altrimenti non posso chiamare, non meritandogli le sue scoperte altro nome).
Come mai ha lei potuto credere che fossee possibile di far esplodere una bomba in lontananza, senza nemmeno ricorrere alla azione di quegli specchi ustori; i quali, non secondo la storia, ma secondo una leggenda assai volgare, servirono ad Archimede per incendiare la flotta nemica?
Certo fa pieta'il ministro della guerra, che prende sul serio questa invenzione, senza neppure esaminarla, innanzi tutto con criterio critico; ma muove altresi'a pieta'la scienza, che per la bocca di Lei da una patente di scienziato ad un altro ciarlatano, quale e'l'inventore della telegrafia senza fili, fuggito da Roma proprio quando io gli proponeva di scommettere tremila e anche diecimila lire, per provare se egli sapesse dare saggio controllato di poter inviare un radiotelegramma alla distanza, non di tremila chilometri, quanti egli pretendeva di poter varcare con la sua pretesa radiotelegrafia fra l'Europa e l'America, ma di soli tre chilometri; quanti cioe'intercedono fra il lago di Albano Laziale ed un punto qualunque situato sulle sue rive.
Ma Lei, reverendo padre, che crede in tutte queste bagattelle, perche'non accetta la mia scommessa( di tremila lire piu'o meno secondo le conviene) pur di provare che senza fili si possono, non dico far esplodere delle bombe, ma neppure comunicare un telegramma qualsiasi, quando non si tratti di segnalazioni fatte mediante il suono o la luce; vale a dire percettibili alla vista od all'udito?
Su di che staro'in attesa di una sua risposta; e intanto mi pregio di dichiararmi della S.V. reverendissima dev.o Stefanoni Luigi
A mano da Alfani: Non risposto
Vorrei dargli caritatevolmente dell'imbecille e del ciuco-
Meglio taccia-
Cav Stefanoni Luigi via Buonarroti, 51 ROMA
Al reverendo Padre Alfani degli scolopi- FIRENZE
Fin dal giorno 19 di questo mese, in occasione della fuga dell'ing. Ulivi, preteso inventore dello scoppio di bombe, che il dabbene ammiraglio Fornari si prestava ad immergere nell'acqua senza che scoppiassero; io le proponeva di scommettere una somma qualunque sufficiente a pagare le spese di un esperimento, che dimostrasse, non lo scoppio della bomba a distanza, ma semplicemente la possibilita'di inviare alla distanza di soli tre chilometri un radiotelegramma col sistema Marconi da lei tanto lodato.
Ho atteso invano una sua risposta che confermasse, modificasse o ritirasse quelle sue affermazioni intorno alla pretesa radiotelegrafia; ma mi avvedo che lei non ha alcuna intenzione di farsi vivo.
Dopo avere speso decine di miliaia di lire in pubblicazioni tendenti a mettere in essere la ciarlataneria marconiana, non si stupira'se io mi risento di un silenzio che stimo offensivo, sia alla lealta'che dovrebbe sempre mostrare un ecclesiastico, sia a quella scienza di cui lei e', o dovrebbe essere l'antesignano.
Non si meravigli pertanto se io la invito di nuovo a pronunciarsi fra le mie negazioni e le affermazioni di Guglielmo Marconi, od almeno a discuterle; giacche'ove lei credesse savio partito quello di trincerarsi nel silenzio, mi obbligherebbe ad esporre al pubblico questa rincresciosa, e certo per lei non onorevole controversia.
Mi dichiaro della S.V. devotissimo
Roma li 30 luglio 1914 Stefanoni Luigi.
stampati trati da giornali scritti da Stefanoni sulla vicenda in fotocopia