Storia dei radioamatori italiani immagini da fotofagnoni
il radioamatore
Definiamo cosa si intende radioamatore per poi farne la storia
attraverso fonti originali come le riviste d’epoca. Nelle varie epoche apparvero
appellativi come amatori, radiosperimentatori, radiodilettanti e solo dopo il
1945 ho trovato il nome “radianti” che è forse quello che meglio definisce i
radioamatori di ora, che si identificano chiaramente in quanto hanno la licenza
per trasmettere.
Va tenuto presente che fin dalla unificazione della penisola, regie leggi
avocarono esclusivamente allo Stato le comunicazioni a distanza, fossero Poste,
Telegrafi o Telefoni e si inclusero di conseguenza le comunicazioni attraverso
l’etere. In Italia non fu MAI permesso di trasmettere fino a che ottennero i
primi permessi i radiodilettanti Giulio Salom ed Adriano Ducati nel 1923-24,
quando all’estero i dilettanti stavano già compiendo balzi intercontinentali.
Addirittura in Italia non si poteva neanche ricevere semplicemente ed a
ragione, in quanto le comunicazioni di allora, esclusivamente militari o postali
dovevano rimanere segrete ed il loro ascolto era curiosità morbosa od aveva
scopo malandrino. In fondo quello che fu criticato alla scoperta di Marconi e
che ne ritardò alquanto lo sviluppo, era la possibilità di intercettazione. Dopo
il 1911, quando si iniziarono diffusioni circolari a grande distanza dell’ora e
di meteorologia, vedi la Torre Eiffel a Parigi, al pugnello di Osservatori
meteorologici e a qualche dilettante fu all’inizio proibito di impiantare un
antenna, dispositivo essenziale per ricevere le onde lunghe di allora. Nel 1913
fu concesso ma revocata la concessione dopo solo tre mesi: erano i primi venti
della guerra mondiale.
CAPITOLO I
I Pionieri del radioascolto
***alfani1*Padre
alfani all’ascolto della Torre Eiffel
Lettera di Guido Alfani dell'Osservatorio Ximeniano di Firenze a Pierino Poggi, 18 Marzo 1912
Mio carissimo
Ti scrivo tutto commosso, ma voglio dare a te la prima notizia per il primo,
perché so bene che tu ne godi come me e come se fosse cosa tua. Dunque,
l'apparecchio con Parigi va bene, e stanotte per la prima volta ho potuto
corrispondere con Parigi benissimo e ricevere l'ora esatta per mezzo della
telegrafia senza fili. Quasi quasi cominciavo a sfiduciarmi, perché erano tre
giorni che non mi riusciva e tutti i tentativi erano inutili. Ora l'ho trovato,
l'ho notato e...tutto ormai è al sicuro.
E'stato stanotte a mezzanotte e 45 che ho avuto il primo segnale! Credi che è
una cosa commovente riflettendo la distanza e la miracolosità del nostro
Marconi...
tuo aff.mo Guido
La ricezione fu su per rivelazione a detector elettrolitico e si impiegò un’antenna di oltre 100 metri.
i frati
Sono in possesso della corrispondenza tra quel gruppetto di frati tutti
insegnanti di fisica, direttori di Osservatori Meteorologi privati, che avevano
costruito le loro stazioni di ascolto, allora a galena, e che avevano fatto
anche qualche sparuto tentativo di trasmissione. Nel 1913 la scusa era di
sentire l’ora di Parigi ma cosa se ne facevano?... l’appetito dei frati è il
miglior mezzogiorno.... Sta di fatto che furono scoperte stazioni
radioriceventi e trasmittenti private che avevano operato durante i moti di
Romagna. Allora era facile individuare una stazione dato che per funzionare
doveva agganciarsi ad antenne di notevoli dimensioni ( le frequenze erano
inferiori ai 100 kHz).
Finita la guerra la proibizione rimase ma :
Ferraiolo Taranto 29 11 1920 a padre Alfani, Ximeniano di Firenze
....I tempi tornano ad essere un po’ meno selvaggi e le do la buona notizia
che è ottenuta l'autorizzazione ad impiantare ed esperimentare una stazione RT
dal Ministero delle Poste. Si tratta di rifare l'impianto e io l'ho tutto
distrutto!.
A qualche Osservatorio fu di nuovo consentito appunto di ascoltare ed
addirittura di non pagare, quando fu istituito, il canone:
Montecassino 26 12 1924, da padre Bernardo Paoloni
...saprai che gli Osservatori sono esenti da tasse ma naturalmente non
bisogna parlare dei concerti che sentiamo. Sentisti ieri sera la Tetrazzini?....
Siamo nel 1921 quando le prime Broadcastig facevano capolino in Europa,
prima di tutte l’Aia che trasmetteva per qualche ora al giorno.
Con l’avvicinarsi del broadcasting in Italia furono stabiliti canoni per
chi voleva ascoltare o semplicemente possedeva un dispositivo atto a ricevere,
ma di trasmettere non se ne parlava. Nel frattempo si erano formati vari Radio
Club che facevano pressioni per le varie concessione al Governo, ma praticamente
le prime licenze a trasmettere furono concesse soltanto ai succitati Salom e
Ducati. Infatti:
Dopo dodici anni...
... Il Governo dell'On. Mussolini ha però, con chiara visione e con
rapida opera, schiuso improvvisamente il precluso orizzonte per cui oggi
decreti e regolamenti informati a larghe vedute di progresso e di civiltà
permettono, di massima, agli italiani di ascoltare e concerti di Londra, Parigi,
Eberswald, Koenig, Wusterhausen e di tante altre stazioni di emissione
radiotelefonica, le quali, ad ore prestabilite, lanciano per l'etere
incommensurabile, al mondo intero, parole e musica.
CAPITOLO II
le associazioni
Più facile è fare la storia delle associazioni amatoriali. Queste,
inizialmente, si rivolgevano inizialmente non ai cosiddetti radianti ma, per
citare il Radiogiornale, organo del RCN di Montù, si rivolgevano a tutti i
radioamatori, che fossero semplici possessori di apparecchi radiofonici,
radiotelegrafisti militari, tecnici, teorici o cultori della materia oppure
Costruttori e Commercianti.
La possibilità di trasmettere per i radioamatori, fin dal 1912 (in USA) fu
limitata a frequenze superiori ai 1500 kHz, frequenze ancor mal gestibili dalle
grandi stazioni (peraltro non so come gli amatori avrebbero potuto gestire le
apparecchiature e le antenne necessarie alle onde lunghe!).
Questo apparente handicap costrinse gli amatori a scoprire una nuova via di
comunicazione, la via delle onde corte, seguita successivamente anche dalle
grandi stazioni di comunicazione. Solari ritiene che troppa importanza è stata
data al contributo dei radioamatori allo sviluppo di quelle onde: Marconi già
nel 1916 aveva dichiarato che aveva sbagliato ad usare le onde molto lunghe e
che altri lo avevano seguito Si passò pertanto a studiare professionalmente
prima le onde molto brevi, poi le decametriche con le quali, più tardi venne
costituita la Rete Imperiale Britannica, operazione che non era andata in porto
per l’avvento della prima guerra, diciamo fortunatamente, dato l’enorme costo
delle stazioni-dinosauro ad onde lunghe.
prima associazione USA
Nel 1908 Ugo Gernsbak pubblicò la sua prima rivista, "Modern
Electronics" nella quale preconizzava l'avvento dei radioamatori
Il 2 gennaio 1909 nacque il primo club di radio amatori. "The Junior Wireless Club, Limited" di New York il cui nome fu poi cambiato in "Radio Club Of America"
Il primo "Annual Official Blue Boox " della Wireless Association of America apparve in quell'anno.
Nel 1910 si cercò di privare i radioamatori dei loro diritti, ma dopo una protesta il diritto fu ripristinato
Col Radio Act dell’ottobre 1912 furono assegnate le licenze ma gli amatori furono relegati sotto i 200 metri.
Hiram Percy Maxim nel maggio 1914 fondò l’ARRL
In Inghilterra, nel 1913 si formò il London Wireless Club.
in Italia
Vediamo le Associazioni amatoriali in ordine di
costituzione in Italia. si rivolgevano inizialmente a tecnici, appassionati e
radiooperatori:
Mario Rosasco
Nel 1920 l’imprenditore serico Mario Rosasco fonda il Radio Club
Amatori con sede in Via Volta, Como. Nel 1927 Rosasco passa all’ARI il suo
Radioclub.
Radio Club Italia
Fondato dall’onorevole Umberto Bianchi, sede a Roma e redazione del suo
organo L’Audion a Firenze, lottò contro il predominio della Marconi e pagò ciò
con la sue breve vita tra il 1921 ed il 1922.
***bianchi*Umberto
Bianchi*
Chiuso senza gloria questo, sorsero altro Club alcuni con la sua stessa intestazione.
Gruppo Radiotecnico Milanese GRM
***gnesutta
36 Eugenio Gnesutta
Questo gruppo fu fondato il 23 nov. 1923 (Gnesutta ex
fiduciario per Milano del compianto RCI). Il gruppo nel luglio 1924 prese la
rivista La Radio per Tutti per organo ufficiale. Il GRM all’inizio si riunisce
nella sede di Milano, abitazione del conte Boschetti. Gnesutta in seguito
collaborò col prof. Cazzamalli nella progettazione di apparecchiature per
ricevere le onde celebrali.
Nel maggio 1924 il segretario del GRM propone di unirsi al Radio Club
Lombardo, poi si decide altrimenti. Insieme allo staff di La Radio Per Tutti,
dei rappresentanti del GRM a fine 1924 si recarono al Ministero per richiedere
il riconoscimento dei radiodilettanti.
ADRI
Dato l’esito positivo fu fondata l’ADRI (Associazione Dilettanti
Radiotecnici Italiani), nel novembre-dicembre 1924, sempre con Gnesutta. Il GRM
affluisce nell’ADRI e la rivista La radio per Tutti dall’aprile al dicembre
1925 se ne dichiara organo ufficiale, nominando ancora separatamente le due
associazioni.
Concorso
transatlantico
A seguito delle assicurazioni date dal Governo fu indetto un Concorso
Transatlantico sponsorizzato dall’ADRI e dal Governo che prometteva licenze per
l’occasione ed un premio.
Nel frattempo, in contestazione ai ritardi della URI ad impiantare una
stazione a Milano, Gnesutta ed amici attivano il posto Zero il 10 maggio 1925 e
trasmettono circolarmente per qualche ora al giorno. A Roma, invece, la URI
aveva attivato la sua stazione radiofonica nel dicembre 1924.
***radio15postozero*Targa
commemorativa del Posto Zero
All’inizio
del 1926 l’ADRI pubblicò un bollettino per proprio conto:
Vedremo poi il bollettino dell’ADRI che sostituì nel 1926 lo spazio
dedicato ai radioamatori da Radio Per Tutti.
Radio Club Lombardo
Fondato il 5 febb. 1924 da Montù, col nome Radio Club Italia, divenne
prima Radio Club Nazionale (RCN), il 26 aprile 1924. Nel dicembre 1923 era
iniziata la pubblicazione del ”Radiogiornale” diretto da Montù che diviene
organo ufficiale prima del RCL poi dell’ RCN.
***montù
*Ernesto Montù *
RCNI
Infine l’RCN divenne RCNI (Radio Club Nazionale
Italiano), il1 novembre 1924, rimanendo nella stessa sede.
Varie associazioni parallele sorte nelle altre regioni si riunirono a l’una
o l’altra delle associazioni già citate:
il Radio Club di Trieste, con l’avvocato Mecozzi e con 50 soci, il radio
Club di Firenze ( maggio 1924, con l’ing. Santoli e con Morandi, certamente il
padre di quel Morandi di Radio
***pozziok
*L’amatore Silvio Pozzi *
CORA), il Radio Club Comense ( Rosasco), Radio Club Novara
(Pozzi), Amici delle Radiocomunicazioni, del ferrarese, Radio Torino, della Pro
Loco Torino, Radio Club Ligure, Radio Club di Trieste con l’avv. Mecozzi. 50
soci, tutte del 1924.
Altri radio Club a Milano come il Radio Club Comense ed il Radio Club
Varesino. Il Radio Club Fiorentino nel
***postozerognesutta
*Gli artefici di Posto Zero*
1921-22 è precursore dei field days in Italia con gita a monte Morello.
Società Ferrarese Amici delle Telecomunicazioni
Dal sito ARI di Ferrara si apprende che nel 1923 si era formata la
Società Ferrarese Amici delle Telecomunicazioni. Dei fondatori voglio ricordare
Leonello Boni
***leonello_boni
*Leonello Boni *
che fu tra quelli che, eccitati da una conferenza tenuta da padre Alfani a Ferrara nel 1913, realizzarono delle stazioni che procurarono loro sequestri e guai. Ricordo proprio Leonello per la sua amicizia col colonnello Bardeloni e conseguenti ricerche sulle onde psichiche emesse da persone o da oggetti da esse appartenute. Bardeloni le rilevava con un improbabile radiogoniometro, ed addirittura don Trione le riceveva con un ondametro! Più attendibile la collaborazione di Gnesutta col prof. Cazzamalli nella realizzazione di apparati atti a ricevere onde cerebrali.
AEI
Nel maggio 1925 una mostra di radioapparati a Firenze, organizzata
dall’Associazione Elettrotecnici Italiani. Alla giuria importanti radiocultori.
FIR, Roma
Nell’agosto 1925 la Fondazione Italiana Radiocultori di Roma, legata
alla R. Scuola Federico Cesi (direttore ed ideatore prof. Vardaro), via della
Cernaia 2, indice un esposizione di apparecchi radioriceventi montati dai
radiocultori prevista per novembre. Dato il rilevante numero di iscritti viene
rimandata a gennaio 1926. Non ho trovato ulteriori notizie. Nel marzo 1925 la
FIR indice una serie di conferenze.
La FIR contava al suo attivo qualche centinaio di soci, presidente il prof.
De Luca.
***radiocultori
low
rivista Radiofonia
La rivista Radiofonia nel giugno 1926 prende accordi con la rivista USA
Popular Radio per l’inoltro delle QSL dei contatti con americani. Appaiono
regolari comunicati di collegamenti tra radiodilettanti.
L’unione, l’ARI
Infine ADRI e RCNI si unirono nell’ARI, anno 1927.
Nel fare la storia di questi soggetti, viene affermato che le due
associazioni leticavano fin da allora, prendendo spunto da un’infelice
trafiletto apparso su radio per tutti del 1 agosto 1925:
"Una Rivista radiotecnica di Milano infuria contro 'La Radio per Tutti‘ per
una noticina che la riguardava, di un nostro Redattore. Troppo rumore! A noi
ripugna di metterci in piazza a battere il tamburo e a dar fiato alle trombe e
ai tromboni, tanto più che la gente potrebbe supporre che il frastuono si faccia
a scopo di 'réclame'. Per cui tacciamo. E proseguiamo nella nostra opera
silenziosa, ma fervida e feconda, per la diffusione e la volgarizzazione della
Radio in Italia".
La rivista incriminata si è creduta quella dell’altra associazione, il
Radiogiornale. Ma non è vero. La rivista poteva essere piuttosto Radio
Programma, che pubblicava i programmi diffusi dal Broadcasting analogamente al
Radio Orario di Roma. Però non ho trovato l’annata 1925, anno dei discorsi
incriminati. La RPT aveva già tuonato con una rivista radiotecnica di Milano che
pubblicava i programmi radiofonici a causa del Posto Zero e della convenzione
dei radiodilettanti a Parigi, provocando una risentita reazione.
Si vede così che ci si può facilmente far confondere l’idee. Dallo spoglio
delle riviste delle due associazioni gemelle, si nota invece una collaborazione
fattiva tra le due in merito ai problemi dei dilettanti e se pur il
Radiogiornale è chiaramente un feudo di Montù, non gli mancava la collaborazione
di personalità di Radio per Tutti come Gnesutta con vari suoi articoli e non
soltanto: Gnesutta nel 1925 era pure uno dei vicepresidenti del RCNI.
Prima mostra della radio a Milano
L’ARI organizza la prima mostra della radio a Milano nella primavera
del 1929. L’organizzazione della mostra verrà poi scippata dall’Associazione
Industriali fascisti, che la mandano avanti con successo per molti anni a
venire.
Newl dopoguerra avremo il Radio Club d’Italia, RCI di Edoardo Capolino
nel 1945, dopo il riassorbimento nell’ARI, il Radio Club Amatori RCA, nel 1948
CAPITOLO III
LA STAMPA D’EPOCA
Vediamo come la stampa d’epoca riferisce quanto sopra
accennato:
Nel 1913 l’imprenditore serico di Como, Mario Rosasco, attua i primi
esperimenti scientifici e nel 1920 fonda il Radio Club Amatori con sede in via
Volta. Nel 1927 Rosasco trasferisce nell’ARI il suo Radio Club.
La più "antica" delle Associazioni radioamatoriali viventi è l' A.R.R.L. ,
sorta nel Maggio del 1914. Le stazioni erano a "scintilla" e sulla banda dei 200
metri.
Audion
Nasce la rivista L’AUDION organo del Radio Club Italia:
Il Radio Club d’Italia viene fondato a Roma 1l 24 ottobre 1921. Presidente
Umberto Bianchi, deputato socialista (il più rosso dei Bianchi) che è anche capo
redattore della rivista Audion, organo del Club con redazione a Firenze.
Appaiono 27 fiduciari del radio club. A Firenze Ugo Nuti, a Milano
troviamo già Eugenio Gnesutta e Mario Santangeli
.***santangeli
*Mario Santangeli *
Aldo Curioni, immagino sia quello che nel 1914 aveva
realizzato un battello radiocomandato, scrive da New York. In seguito sarà
fiduciario per l’America.
La rivista si interessa della legislazione che riguardava la possibilità di
trasmettere o ricevere via radio in Italia.
decreto Giuffrida del 28 ott. 1921
Nel decreto si istituisce presso il Ministero delle Poste e Telegrafi
una commissione che dovrà esaminare le domande di concessione di servizi
radiotelegrafici e radiofonici e pensare ai nuovi decreti che dovranno regolare
la radiodiffusione del broadcasting in Italia. Si parla ancora di concessione di
permessi di ricezione e non di radiodilettanti. Gli aventi titolo in Italia
sarebbero circa 10.000.
Per la concessione del broadcasting la Marconi voleva fare tutto un boccone
ed il direttore della rivista e presidente del Radio Club Italia Umberto Bianchi
lotta strenuamente contro. I suoi interessi apparirebbero orientati verso la
allora SITI-SARI con simpatie germaniche. La Siti aveva avuto da poco l’incarico
di montare una centrale telefonica di commutazione pubblica Strowger a Torino
La prima scuola del Radio Club.
Anche se a Firenze si era parlato fin dall’inizio di creare una scuola
del Radio Club, orientata all’insegnamento delle tecniche radio, la prima fu
organizzata a Torino: Scuola Italiana Radiotelegrafia Torino (SIRT).
Il magazzino materiale per la fornitura di materiale ai soci RCI è a Roma,
gestito da Guglielmo Debbi in via Orfani 91. Molto materiale è fornito dalla
SARI
Il 17 maggio 1922 la sezione fiorentina del Radio Club Italia si riunisce
in via dell’Alloro.
Presenti Bianchi, Modigliani, marchese della Robbia,Guido Bizzarri ( nel 1914
padre Alfani gli aveva dato di bischero), Rodolfo Bizzarri, Nitti, Saviotti ecc.
Verranno condotte pratiche per costituire la scuola fiorentina con un corso di
radiotelegrafia, affidato ai f.lli Bizzarri.
***senzatitolo-10*gruppo
di soci fiorentini del primo RCI in un field day su Monte Morello*
Nell’aprile 1922 nel magazzino di Roma gestito da
Debbi, avviene un pasticcio dovuto all’acquisto di valvole rubate all’esercito.
Alla Marconi, che denuncia il fatto nella sua rivista Radio Marconi, arriva la
bocca alle orecchie. Bianchi si giustifica ma guarda un po’, entro breve tempo
del Radio Club d’Italia non se ne sente più parlare anche se negli anni
successivi, varie organizzazioni prenderanno un nome analogo.
Fino a quella data non trasmetteva che qualche stazione campione di tempo
o meteorologica, e stazioni radiotelegrafiche commerciali delle quali,
veramente, non era giustificato ne giustificabile l’ascolto da parte dei
privati,
In Europa solo nel 1921 apparve la trasmissione circolare, il broadcastig, da parte della stazione olandese dell’Aia.
in seguito
Nel 1923 Salom risulta abbia la prima licenza di trasmissione
rilasciata
***salom1
6 27 low *Giulio Salom *
***salom
11 27 low * apparati di Giulio salom *
Altro iniziatore fu Silvio Pozzi, radio club Novara.
***pozzi*Silvio
Pozzi del Radio Club Novara
***fagnoni
5 1924 1 * Stazione di Elio Fagnoni al 1924 *
***tessera
1 fagnoni *tessere di Elio Fagnoni
***tessera
2 fagnoni *Elio Fagnoni aveva lavorato in Germania alla Telefunken. Fiorentino,
fu fondatore della OTE di Firenze.*
Giulio Salom a Venezia ed Elio Fagnoni a Firenze (i1EFnel 1924) sono tra i primi fiduciari di associazioni di radioamatori.
i decreti
Nel 1923 il Governo ha fatto sei decreti sulla radiotelegrafia tra
febbraio e dicembre conclusisi con il decreto legge del 1 maggio 1924
***giuseppe
ramazzotti * Giuseppe Ramazzotti *
da La Radio per Tutti
Giugno 1924 nasce la rivista LA RADIO PER TUTTI direttore Ranzi de
Angelis. Collaborerà anche Angeletti. La Radio Per Tutti rappresenterà prima
il GRM e poi anche l’ADRI. Il 15 novembre 1924 il GRM e la ADRI si erano infatti
riuniti nella stessa ADRI, Associazione Dilettanti Radio Italiani (Gnesutta e
soci) con la distribuzione di un bollettino mensile ai soci che inizia e
finisce nel 1926:
La Radio Per Tutti 15 giugno 1924 anno 1 n°1:
Per iniziativa di alcuni dilettanti della radio fu costruito nel novembre
1923 il Gruppo Radiotecnico Milanese. Presidente Eugenio Gnesutta. Partecipa il
Radio Club Piemontese nella persona del presidente Boella. RPT è portavoce anche
del Radio Club di Bergamo (appena costituito) di quello di Trieste, Radio Club
Sicilia.
Radio Torino è in piena attività (tra loro Federico Strada)
***strada
*Federico Strada *
Il R. decreto legge n° 655 del primo maggio modifica i
precedenti decreti sulle radiocomunicazioni negli anni1915, 1922 e 1923.
In RPT 15 luglio 1924 era apparso il logo del GRM (Gruppo Radiotecnico
Milanese) che reputa RPT la rivista che meglio per tutti interpreta il
desiderio dei dilettanti. IL Consiglio Direttivo delibera di abbonare alla RPT
Tutti i suoi soci.
Fu diffuso radiofonicamente il discorso di Gnesutta ma i problemi tecnici
portarono a cattivi risultati. In sede Gnesutta lesse il nuovo decreto sulle
radiocomunicazioni, che non tiene conto dei dilettanti. Viene inviato un
telegramma al ministro delle comunicazioni che richiede di esaminare anche
quella categoria.
***pippo
fontana siare* Pippo Fontana. Fu il primo a collegarsi nei due sensi col
Giappone Era responsabile della SIARE *
Per la precisione Gnesutta nel 1923 fonda da solo il
Gruppo Radiotecnico Milanese, che nel luglio 1924 prende per riferimento la
rivista La Radio Per Tutti e ne associa di ufficio i propri adepti.
Sul finire dell’autunno 1924 il direttivo del GRM e quello di LRTP si
recano al ministero presieduto da Pession e ne ottengono assicurazioni
entusiasmanti tanto da pubblicare il primo dicembre “ il dilettante italiano
riconosciuto”.
Nel frattempo qualche dilettante anticipò saltuariamente la radiofonia circolare ed addirittura a Milano si creò il posto Zero in contestazione dei ritardi nella realizzazione della stazione di Milano da parte della URI, che aveva invece iniziato a trasmettere a Roma nel dicembre 1924.
IARU
1925 - International Amateur
Radio Union
Hiram Percy Maxim, presidente dell' A.R.R.L., invitava i responsabili dei
Paesi più promettenti ad un incontro informale il giorno 12 marzo 1924 a Parigi
per costituire un sodalizio mondiale degli OM.
Per l'Italia era presente il veneziano Giulio
Salom dell'A.D.R.I.
Tra altre cose si prefiggeva lo scopo di eliminare dalle relazioni
internazionali la difficoltà derivante dalla diversità delle lingue e dei
regolamenti. Pensate che la "lingua ufficiale" del sodalizio doveva essere
l'esperanto...
La nascita ufficiale della IARU avvenne però nella primavera del 1925.
Per la precisione a Parigi dal 14 al 19 aprile 1925 hanno luogo due Congressi internazionali di radio dilettanti, uno a carattere tecnico, l’altro giuridico, pur sempre senza carattere impegnativo per i Governi. Il Comitato Italiano di Radiotelegrafia Scientifica, presieduto dal sen, Corbino delega a rappresentarlo tre nostri valorosi radiodilettanti : ing, Gnesutta,Milno,dott Giulio Salom,Venezia, ing. U.Martini di Roma.
Costituzione della sezione di Livorno del RCI
Da qualche tempo è aperta la nuova sezione del Radio Club Ligure.
Radio Torino sezione autonoma della “Pro Torino”
RPT 1 ag. 1924
Costituzione della sezione fiorentina del Radio Club Italiano (quello di
RPT)
presidente ing. Santoli . Partecipa anche il sig. Morandi
RPT 15 ott.
1924
Per iniziativa del gruppo radiotecnico milanese in collaborazione con RPT
viene indetto un concorso transatlantico. Eugenio Gnesutta è sempre presidente
del Gruppo Radiotecnico Milanese. Tenere presente che nel dicembre 1923 il
francese Deloy sui era collegato con Schnell oltre l’Atlantico, seguito da
Adriano Ducati che si era collegato con Schnell il mese dopo, nel gennaio 1924.
***ducati
cav *Adriano Ducati, al centro *
l’A.D.R.I.
Nell'autunno del 1924, rappresentanti del G.R.M. incontravano a Roma il
Direttore Generale del Ministero Poste e Telegrafi. In quella occasione venne
assicurato un fattivo appoggio dello Stato, che allora venne considerato come
riconoscimento ufficiale del radiantismo. Da parte sua, il sodalizio s'impegnava
ad organizzare prove ed esperimenti collettivi, a rilasciare ( su delega
governativa) autorizzazioni all'ascolto su frequenze maggiori di 1MHz.; inoltre
il MPT promise, e mantenne, la concessione di "permessi provvisori di
trasmissione" a quei soci del sodalizio, per i quali venivano garantite la
preparazione tecnica e gli intenti di sperimentazione.
Il Gruppo Radiotecnico Milanese ed il direttore del suo organo ufficiale
che è già la RPT sono cortesemente ricevuti dal commissario Pession per il
Governo e discutono col sen. Corbino, con Ciano e Vanni. I lavori della
commissione portano nel novembre 1924 alla costituzione dell’Associazione
Dilettanti radiotecnici Italiani ADRI alla quale il Governo concede di
rilasciare speciali concessioni per la ricezione di onde inferiori ai
300m allo studioso che dimostrerà i documenti della sua cultura tecnica e sia in
regola con il pagamento del canone URI. Analogamente rilascerà permessi
provvisori per la trasmissione per le frequenze 60-90-130 metri. Queste
concessioni saranno valide soltanto per il periodo delle prove Transoceaniche
che sono in corso di organizzazione, ma si spera siano definitivi. Il prof Vanni
si impegna a radiare periodicamente delle onde campione per la taratura delle
apparecchiature dei dilettanti.
La commissione che è stata dal ministero, appunto composta di
rappresentanti della rivista La Radio Per Tutti e del GRM visto il successo
decide di costituire l’ADRI, sempre con Gnesutta, questa volta unito a
rappresentanti del RPT. L’ associazione chiarisce che “ non è menomamente in
contrasto col Radio Club d’Italia”. Ne abbiamo già discusso più sopra.
Si organizza un concorso transatlantico e transoceanico IRRL per il quale
il governo assicura permessi e premi. Questo si sarebbe svolto tra il dicembre
1924 ed il febbraio 1925. Nell’ottobre 1924 il GRM con LRPT aveva proposto un
congresso dei radioamatori italiani per il 7, 8, 9 dicembre 1924 che si
sarebbero dovuti riunire e studiare come sollecitare il governo, ma a questo
punto il governo si è già espresso favorevolmente ed il congresso viene
rimandato a data da destinare.
IL DILETTANTE ITALIANO RICONOSCIUTO
RPT 1 dic. 1924
I lavori della commissione (Corbino Pession Ciano Vanni) accolgono
favorevolmente le proposte del Gruppo Radiotecnico Milanese ed il direttore del
gruppo La Radio Per Tutti.
Costituzione dell’ associazione dilettanti radiotecnici italiani ADRI che ha la facoltà di rilasciare speciali concessioni per la ricezione di onde inferiori a 300m.
Rilascio di speciali concessioni governative per studiosi che faranno domanda all’ADRI. Le suddette verranno per ora rilasciate limitate al periodo delle prove transoceaniche. Si ha affidamento che poi siano definitive.
Presidente Gnesutta, sede provvisoria quella del gruppo radiotecnico milanese.
Nel primo numero di dicembre 1924 RPT annuncia: “il radiodilettante italiano è riconosciuto!”
RPT si qualifica come organo del gruppo radiotecnico milanese e dell’IRRL
15 sett. 1924
Intervista col comandante Pession capo gabinetto del ministero delle
comunicazioni:
… posso dirle che chi desidera studiare e sperimentare può rivolgersi
liberamente a noi dicendoci quali sono gli esperimenti o studi che desidera
eseguire e dandoci prova di maturità tecnica e morale...ciò che vogliamo
assolutamente impedire è il sorgere di centinaia di trasmittenti come in America
che, oltre ad essere di nessuna utilità sono un grave impedimento agli studiosi
seri...si è recentemente concesso ad Adriano Ducati, il giovine sperimentatore
bolognese, di imbarcarsi su una nave da guerra in rotta per il Sud America,
munendolo di tutti gli apparecchi necessari ai suoi esperimenti ed abbiamo
montato per trasmettere a lui, presso la stazione di S. Paolo a Roma una
speciale stazione trasmittente ad onda cortissima...
Dal regolamento per l‘esecuzione dei regi decreti
dell’8 febbraio1923 fino a quello del 1 maggio 1924:
...per il servizio pubblico e privato fra stazioni fisse presenti nel regno
sono stabilite le seguenti gamme...... una è quella da zero a 200 metri (forse è
quella assegnata ai dilettanti).....seguono le altre. Per le stazioni di studio
o per diletto la lunghezza d’onda sarà fissata all’atto della concessione e la
potenza del generatore non potrà superare i 30 watt...
RPT 1 dicembre 1924
Approvato lo statuto definitivo del Radio Club di Udine il
Radio Club Udinese si federerà al Radio Club Italiano.
La signorina Maria Barbieri di 20
anni del Radio Club di Fiume ha ottenuto il brevetto internazionale di Ufficiale
radiotelegrafista...la signorina Barbieri è la prima donna in Europa
riconosciuta ufficialmente atta a tali mansioni.
Nel numero 13,15 dic. 1924 inizia una serie di articoli
sulle trasmissioni sperimentali. Sulla testata la rivista RPT si qualifica come
organo dell’ADRI e del GRM. Questo fino al primo novembre 1925 compreso. Poi non
appare più. Col primo dicembre 1924 hanno avuto inizio i concorsi transatlantici
di ricezione e trasmissione. Per ora è stato sentito solo 1ER che chiamava. RPT
prepara una sua trasmittente sui 90 metri.
RPT 1 gennaio 1925
ASSOCIAZIONE RADIO INTERNAZIONALE IRA
Sotto il nome di Internacia Radio Asocio è stata fondata il 1 gennaio 1924 in
Parigi un associazione internazionale allo scopo di eliminare le difficoltà
finora incontrate nella diversità delle lingue usando l’Esperanto. Il Presidente
è il celebre M.Belin, inventore del teleautografo.
RPT 1 febbraio 1925
Si ripete la preghiera di 1FM all’ignoto dilettante che trasmette con lo
stesso nominativo, perché voglia cambiarlo evitando noiose confusioni. La
priorità di Francesco Pagliari (1FM) non è nemmeno discutibile dato che possiede
la regolare licenza governativa con quel nominativo.
RPT 15 febbraio 1925
Risposta ad Ascanio Niutta delegato per Roma dell’ADRI che notifica il
fatto che non solo a Milano si fa qualcosa per i radioamatori, ma c’è attività
notevole anche a Roma:
“Siamo lieti che ci abbia dato di far conoscere l’attività dei
dilettanti....non autorizzati...”
RPT 1 aprile 1925
L’ADRI aderisce al primo congresso dell’Union Internazionale dei
Radiodilettanti, che verrà tenuto a Parigi per la pasqua 1925
posto Zero
maggio 1925: si attiva Posto Zero, indipendentemente dai
radiodilettanti.Un giornale di Milano da la notizia:
Siamo lieti di poter dare ai nostri lettori che si è inaugurata a Milano
una piccola stazione radio-trasmettente formatasi da un gruppo di radioamatori
da cui esula una più piccola aspirazione speculativa.....questa è il Posto Zero
che trasmette tre volte la settimana dalle 21,30 alle 23.
RPT 15 luglio 1925
La liberissima terra d’America, più libera della libertà medesima, è
considerata da molti il paradiso della radiotelefonia, è la pietra di paragone
della liberalità in fatto di radiotrasmissioni circolari e dilettantistiche. Ma
la moderna civiltà alle libertà individuali e collettive impone un limite
ragionevole, agli abusi antepone gli usi.
Nessuna limitazione, nessuna tassazione di sorta. Quando si addita quel
paradiso, quel bengodi della radio badiamo bene, è un paradiso...artificiale! Ma
il Padreterno dal caos fece il paradiso , gli americani del paradiso terrestre
stanno facendo il...caos. Sulla gamma da 200 a 600 metri esistono oltre 600
stazioni che si scambiano e si alternano, senza considerare gli ascoltatori
numerosi col fischio delle loro reazioni innescate e tanto più i dilettanti a
briglia sciolta. Da noi l’acrobazia è riuscire ad ascoltare una stazione, in
America l’acrobazia sta nell’eliminare le stazioni noiose che a dozzine si
cacciano nella sintonia preferita.
RPT 1 agosto 1925
Una rivista radiotecnica di Milano infuria contro la Radio per Tutti per
una noticina che la riguardava di un nostro redattore...proseguiamo nella nostra
opera silenziosa per la diffusione e la volgarizzazione della Radio in Italia.
Di questo ne abbiamo parlato. Ma non è uno scontro tra dilettanti ma con una
rivista che da gli orari della radiodiffusione pubblica.
La RPT 15 gennaio 1925 alla data di cui sopra ci sono solo 5 permessi dal Governo ed 11 domande.
L’ADRI raccomanda a tutte le associazioni, club di dilettanti di inoltrare la domanda per il permesso al Ministero.
Nel marzo l’URI differenzia il canone dei vari apparecchi. La galena è equiparata ad un apparecchio ad una valvola e paga 36 lire l’anno.
Dall’aprile 1925 al dicembre la testata di RPT si dichiara organo dell’ADRI.
Primo gennaio 1925 concorso transatlantico organizzato da GRM
Nel 1925 in una conferenza a Parigi da iniziativa del Presidente dell’ARRL si costituisce la IARU
Nell’ottobre 1925 si forma la IARU Italia
URSI
Luglio 1925 si parla del Comitato Nazionale Italiano di Radiotelegrafia
Scientifica.
Al dicembre 1925 Salom 1MT e Marietti 1NO, vincitori del concorso
intercontinentale; non appartenevano ne ad ADRI ne a RCNI ma l’ADRI, avendo loro
consegnata la medaglia, li considera propri accoliti.
Su RPT non ho trovato ne nel 1926 ne nel 1927 un accenno all’unificazione delle associazioni nell’ARI. Nel 1926 non si qualifica più come organo dell’ADRI e del GRM in quanto l’ADRI edita un suo bollettino fini a che nel 1927 si costituisce l’ARI che prenderà il Radiogiornale di Montù come organo.
Il Bollettino ADRI
L’ADRI edita un bollettino proprio svincolandosi da RPT
ADRI Associazione Dilettanti Radiotecnici Italiani Bollettino anno 1 n°1
1926 dedicato ai radiosperimentatori
ADRI
editrice via di Luino 14 Milano Lire 1
La Associazione Dilettanti Radiotecnici Italiani è sorta col fine di
riunire ed organizzare gli studiosi, i tecnici, gli sperimentatori italiani
delle radiocomunicazioni.
Essa intende costituire pei dilettanti un vero organo di collegamento tra
essi ed il Governo, al quale porterà i loro desiderata, al fine di ottenere le
concessioni necessarie per poter dare allo sperimentatore piena libertà di
studio.
L’Associazione con la pubblicazione di un proprio Bollettino Mensile
distribuito gratuitamente ai soci, si propone di elevare la cultura scientifica
del radiotecnico, e, mentre non abbandona il dilettante che si interessa delle
onde lunghe, cerca di invogliarlo alla costruzione di apparecchi ricevitori e
trasmettenti ad onde brevissime.
Sola Associazione che dedica tutta la sua attività allo sviluppo del
dilettantismo italiano ha organizzato ed organizzerà prove, sperimenti
collettivi, concorsi in Italia e dall’estero; ha già riunito in un’unica
famiglia la grandissima maggioranza dei radiodilettanti italiani, e conta
fermamente nell’adesione di tutti quanti si interessano scientificamente delle
meravigliosa scienza. La ADRI è assolutamente e rigidamente disinteressata da
ogni interesse commerciale.
Presidente Gnesutta, vice Pugliese, segretario Pugliese.
Noto i nomi di: Fagnoni per Firenze, Pirovano per Como, Boni per Ferrara,
Pugliese per Milano, Pozzi per Novara, Fontana per Piacenza, Niutta per Roma,
Salom per Venezia.
Ne vedremo, poi, il congedo nel Radiogiornale del 1927.
Il
Radiogiornale
Il Radiogiornale nasce il 15 dicembre 1923
in copertina: la Radiotelefonia è destinata a rivoluzionare il mondo come la
scoperta della stampa...il nostro scopo è quindi quello di far conoscere questa
meravigliosa applicazione alla maggioranza del pubblico italiano, di invogliarlo
ad emulare quanto si fa all’estero ove milioni di Dilettanti per mezzo di
semplici apparecchi riceventi odono splendide diffusione eseguite dalle vedette
dell’arte...Sarà nostra cura dare quelle indicazioni teorico-pratiche che
possano mettere in grado anche il profano di usare o costruire quelle
apparecchiature per questo meraviglioso mezzo di comunicazione. Ci rivolgiamo a
Tutti, dilettanti e costruttori perché col loro appoggio sia possibile ottenere
anche in Italia la Radiodiffusione e la Radioricezione.
IL Radio Club Lombardo
Nel
febbraio 1924 ad opera dell'Ing. Ernesto Montù nasce il RCL ( 5
febbraio 1924) che viene poi convertito il 26 aprile del 1924 in R.C.N. con lo
scopo di federare i numerosi Clubs di altre città. Il 1 novembre del 1924 il
R.C.N. diventa Radio Club Nazionale Italiano RCNI rimanendo nella stessa sede.
Questi si appoggia al Radiogiornale nato nel 1923 a tale giornale (Montù). In
quell’occasione vengono acclamati per acclamazione Marconi presidente onorario e
Pession membro onorario.
L’interesse era esteso più particolarmente verso i dilettanti che volevano
ascoltare il broadcasting, magari costruendosi gli apparecchi e sollecitava le
autorità in tal senso. Poi verso i problemi del disturbo provocato dalle
trasmissioni a scintilla, problemi con le società di Broadcastig che si stavano
formando e costi per l’abbonamento. C’era anche una cronachetta per i radianti
che però erano lasciati alla competenza dell’ADRI se pur invitati ad iscriversi
al RCI..
I Radio Club sorti nelle varie città fin dal 1924 si appoggiavano a l’una o
all’altra associazione:a Gnesutta con il GRM ed ADRI o a Montù con il RCNI. Lo
scopo di questi club fu dapprima di sollecitare licenze di ricezione, poi di
sollecitare l’introduzione del broadcasting in Italia. In seguito di lamentarsi
della qualità della ricezione e dell’insulsità dei programmi dell’URI. Una parte
dei soci insisteva invece per i permessi di trasmissione.
Radiogiornale gennaio 1925
Per le prove transcontinentali e transoceaniche il, comitato italiano di
radiotelegrafia scientifica URSI comunica che le domande per la partecipazione
devono essere inoltrate al Ministero delle Comunicazione, nella persona di Vanni
a Roma. La gara si svolge tra il 15 dic. 24 ed il 15 marzo 25.
La ADRI regola il traffico della manifestazione.
IL 14 aprile 1925 si apre il congresso radiodilettanti di Parigi. L’Italia
partecipa con Boschetti, Chiusetti, Saggiori, Marietti, Gnesutta, Pagliari,
Pugliese, Salom, Pappafava, Presenti, Gherardi, Ranzi, Colonnetti e S.ra
Colonnetti. Dunque i più bei nomi.
Nel maggio 1925 il Radiogiornale indice un concorso di radioemissione. Non da però i vincitori del concorso transatlantico.
Radiogiornale febbraio 1926
Il 7 febbraio lo statuto del RCNI viene modificato non dimostrandosi
conveniente la forma federativa. Diviene associazione individuale senza cambiare
attività e scopi.
Simbolo induttanza, terra antenna e condensatore
dal
Radiogiornale febbraio 1925
Marconi è stato nominato presidente onorario del RCNI. Risponde a Montù con
un telegramma:
Montù, Radio Club Nazionale Italiano, Milano
Rringraziando vivamente per mia nomina a presidente onorario invio migliori
auguri pieno successo e prosperità. Guglielmo Marconi.
Anche il presidente del RC emiliano chiede a Marconi la presidenza del
comitato di onore e Marconi accetta e ringrazia.
maggio 1926
Il governo e i Dilettanti di Radioemissione
Il ministero offre una medaglia per il concorso di radioemissione 1926
indetto dal RCNI. Dal Ministero il direttore Cipollaro scrive …la concessione
di licenza per l’uso di stazioni radioelettriche a scopo di studi ed esperimenti
varrà disciplinata da apposite regolamentazioni di prossima pubblicazione... con
l’occasione si avverte che la S.V. dovrà rigorosamente astenersi dal fare uso
della stazione fino a che non avrà ottenuta da questo Ministero, regolare
licenza.
maggio 1927
A Roma si discute sulle norme da applicare ai radioamatori
Una lettera del presidente Pession (direttore
generale delle PP.TT.)al segretario generale ARI.
....ci dicono dal Ministero della Marina che non ci saranno più ragioni
contrarie all’assegnazione della licenza a tre signori ai quali prima era stata
negata dalla R. Marina.
Pession invita tutti i dilettanti che hanno una richiesta in corso di
comunicarlo all’ARI
Decreto legge
DECRETO LEGGE del 13 agosto 1926
Norme per l’impianto ed uso di stazioni radioelettriche trasmittenti e
riceventi a scopo di esperimento e studio.
Per impiantare una stazione radioelettrica trasmittente si deve ottenere la
licenza dal Ministero delle comunicazioni.
Le stazioni suddette sono soggette ad una tassa di 100 lire l’anno (circa
un milione di lire attuali)...non è ammessa la concessione di stazioni per
semplice diletto.
Le licenze sono concesse per un periodo non superiore all’anno ed il
richiedente deve dimostrare un titolo di studio od un adeguata conoscenza in
materia.
occorrono certificato di cittadinanza italiana
certificato generale del casellario giudiziale
certificato di buona condotta rilasciato dal sindaco del comune di residenza
compilazione dell’atto di sottomissione
vaglia di lire 100.
I certificati devono essere legalizzati. Al minorenne viene chiesta la firma del padre. La licenza non viene concessa ai minori di 18 anni.
le stazioni dovranno essere ad onde persistenti con potenza di alimentazione inferiore ai 200 watt.
le lunghezze d’onda sono dai3 a 4,5 metri, 17 a 19, 42 a 45 da 75 a 78 e da 96
il testo del messaggio dovrà contenere soltanto riferimento esclusivamente a notizie relative agli esperimenti ( radiotelegrafia o radiofonia), deve essere tenuto un apposito registro delle trasmissioni effettuate.
Le stazioni di ricezione sono soggette solo al pagamento della licenza e del canone di abbonamento alle radioaudizioni circolari
Le autorità preposte al controllo devono avere accesso alla stazione
Le università ed istituti sono esonerati dall’obbligo di pagamento, l’intestazione e la responsabilità sono a nome del direttore dell’istituto
ATTO DI SOTTOMISSIONE
in sostanza il richiedente si impegna a:
obbligo di osservare le disposizioni
accesso agli ispettori in qualsiasi momento
indicazione del progetto
comunicazioni della variazione del progetto
facoltà al Ministero di variare lunghezze d’onda ed orario d trasmissione
facoltà del ministero di far sospendere l’attività in qualsiasi momento senza alcun indennizzo, anche a richiesta dell’autorità militare o politica
impegno a trasmettere soltanto le notizie relative agli esperimenti
obbligo di non divulgare notizie eventualmente captate dalla sua stazione
responsabilità in caso di danni a cose e persone.
firmato Ciano, ministro delle comunicazioni
abbonamento al Radiogiornale lire 30 anno.
Radiogiornale ottobre 1926 ancora organo ufficiale del Radio Club Nazionale Italiano
Radio-Torino sezione RQNI nell’assemblea del 5 giugno ha deciso di diventare sezione del RCNI
maggio 1926 quota associazione all’RCNI lire 40
IARU International Amateur Radio Union
Si indicono concorsi di radioemissione
fiera di Padova 1926 apparecchio vincitore, radio Vittoria di ingg. Pilari e Conti, 3 valvole. L 1500
secondo, REM di B.Biancoli e C di Bologna 3 valvole L1700
terzo, Agenzia Commerciale di Padova, apparecchio della Rawland di Cicago, L 2000
Viene istituito il comitato nazionale italiano di RT scientifica
Esistono già da tempo associazione militari
radiotelegrafisti.
ARI
Il 1° Gennaio 1927 si costituisce l'A.R.I., Associazione Radiotecnica
Italiana, creata dall'A.D.R.I., Associazione Dilettanti Radiotecnici Italiani, e
dal R.C.N.I., Radio Club Nazionale Italiano. Nel 1924 la A.D.R.I. adottava come
suo organo la Rivista "La Radio per tutti", modesto bollettino dei cultori della
radio milanesi. Nel 1927 la nuova Associazione (A.R.I.), sorta dalla fusione fra
R.C.N.I. e A.D.R.I., adottava come organo ufficiale un periodico più
prestigioso:" Il Radio Giornale", fondato da Ernesto Montù nel 1923.
Presidente Onorario dell'Associazione è il Sen. Guglielmo Marconi, il
Presidente è il Prof. Giuseppe Pession e il Segretario Generale Ernesto Montù,
che è anche Direttore della Rivista.
La Rivista costa 3 Lire e la tessera sociale 40 Lire (compresi 12 numeri).
Nei giorni 18, 19 e 20 Settembre 1927 si terrà a Como il "Primo
Congresso Nazionale di Radiodilettanti Italiani".
Le licenze di trasmissione accordate in Italia dal Ministero
competente non sono neppure una ventina, ma l'ARI insiste perché non si limiti
la concessione a pochi privilegiati, e si consenta viceversa anche alle nuove
reclute di studiare e sperimentare.
Nella prima settimana di Agosto il Consiglio dei Ministri ha varato un Decreto
dove al primo punto si legge che verrà creato un nuovo Ente del quale faranno
parte l'Unione Radiofonica Italiana, i Costruttori, i Commercianti e i
Dilettanti Radio. Al punto 5 si fissa la riduzione del canone d'abbonamento
"mensile" da Lire 8,75 a Lire 5.
1927 - A.R.I. -
Associazione Radiotecnica Italiana
1° Gennaio 1927 con la fusione dei Clubs R.C.N.I. e
A.D.R.I. voluta da
entrambi i gruppi di soci nasce l'Associazione Radiotecnica Italiana con
presidente l'Ing. Ernesto Montù.
Dal radiogiornale:
1927 Congedo del Bollettino ADRI .
Associazione Dilettanti Radiotecnici Italiani
Dobbiamo alla cortesia del Direttore del Radiogiornale la possibilità di
rivolgersi a quelli che fecero parte della nostra associazione. Era intenzione
di pubblicare questo sul Bollettino a seguire di quello di luglio ma le
difficoltà finanziarie dovute ai mancati pagamenti di numerose Ditte
inserzioniste ne hanno impedito la sua pubblicazione....questa è una delle rare
volte in cui la parola congedo non porta con se quel sentimento di separazione e
di rimpianto che solitamente le è unito...il pensiero di ritrovare la vitalità
nella nuova Associazione ARI, ci conforta....f.to Gnesutta,Pagliari, Boschetti
Ranzi, Salom, Villa., Pugliese.
Radiogiornale gennaio 1927, già presidente onorario sen.
Marconi
Si nota il favore col quale radiotecnici e radiodilettanti anno accolto la
costituzione della nuova unica associazione.
Della ARI faranno parte: radiodilettanti che usano la radio più per diletto
che per studio, i cosiddetti BCL.
I radiotecnici che ne fanno oggetto di studio e che soprattutto
trasmetteranno e riceveranno costruttori e commercianti di apparecchi radio.
Per i primi l’associazione si propone di intervenire per migliorare
l’organizzazione della radiodiffusione pubblica, contenuti e qualità di ascolto.
Per i secondi incombe all’ARI attivarsi per risolvere la spinosa questione
delle licenze di trasmissione.
Nel settembre 1926 quando uscì il nuovo decreto 1559 del 13 agosto 1927, si
credeva tutto risolto a fin di bene, ma ahimè, invece di licenze arrivarono
intimazioni perentorie, poco simpatiche, visite a domicilio e talvolta anche
apposizione di sigilli.
Venendo ai costruttori e commercianti vediamo che con lo sviluppo dei
radiodilettanti non potranno altro che essere beneficiati.
Dunque l’ARI, la più antica associazione italiana di radioamatori vivente nacque dall’unione dell’ADRI con RCNI e prese per organo rappresentativo la rivista Il Radiogiornale di Montù, mantenendola fino al 1946 cioè fini alla nascita di Radiorivista.
Costituzione dell’ARI
Presidente on sen. Guglielmo Marconi
membri onorari: SE Costanzo Ciano, Sen. O.M. Corbino, Sen. Guglielmo
Mengarini, comandante GiancarloVallauri, prof. Giuseppe Vanni, prof. Riccardo
Arnò, prof. Luigi Lombardi, Colonnello Luigi Sacco, comandante Gino
Montefinale, on. Carlo Montù.
Vediamo che ci sono proprio tutti i grandi, manca solo il Bardeloni che non
si sa che fine abbia fatto. Forse la leggenda della sua antenna progettata per
comunicare con i defunti gli aveva portato male.
Presidente comandante Giuseppe Pession, direttore delle PT (l’anno dopo da
le dimissioni scusandosi che il suo lavoro impegnativo non gli avrebbe permesso
di collaborare con gli amatori quanto avrebbe voluto)
Vice presidenti Eugenio Gnesutta e Franco Marietti.
Segretari e cassiere Ernesto Montù ( figlio di Carlo. Interessante è notare
che, a suo tempo, il padre Carlo, eroe della guerra di Libia e deputato,
raccomandò il figlio affinchè gli venisse concessa la licenza di trasmissione,
ma la risposta fu negativa!).
Vice segretario Franco Pugliese
Consiglieri Bruno Brunacci, Giuseppe Fontana, Silvio Pozzi, Giovanni Colonnetti,
Giulio Salom, Francesco Pagliari
Delegati provinciali Ezio Volterra Ancona, Alessandro Contalini L’Aquila,
Ettore Pesenti Bergamo, Adriano Ducati Bologna, Luigi Manca di Villahermosa
Cagliari, Enrico Pirovano Como, Leonello Boni Ferrara, Elio Fagnoni Firenze,
Vincenzo Quasimodo Gorizia, Crisafulli Messina, Francesco De Marino Napoli,
Silvio Pozzi Novara, Giovanni Lo Bue Palermo, Giovanni Saggiori Padova, Giuseppe
Fontana Piacenza, Umberto Martini Roma Sigfrido Finotti Rovigo, Franco Marietti
Torino, Cap. Mario Filippini Tripoli, Franco Leakovic Udine, Cap. Adolfo Pesaro
Varese, Giulio Salom Venezia, Gianni Luciolli Verona, Mancano due nomi famosi:
l’ing. Santangeli e Franco Magni
Segue un elenco di Ditte che fanno sconti ai radiodilettanti
Radiogiornale settembre 1927
In agosto nuovo decreto che abbassa l’abbonamento alle radioaudizione da
8,50 a 5 lire.
Sembra che l’azione dell’ARI sul governo abbia avuto effetto: una ventina di licenze sono fino ad oggi state assegnate.
Si annuncia il congresso dei radiodilettanti italiani a Como in occasione dei festeggiamenti voltiani, 18-20 settembre. Adesione lire 15.
dicembre 1927
Pession si dimette da presidente a causa dei suoi impegni che gli
permettono di partecipare solo come semplice socio.
Un anno fa la fondazione dell’ARI presidente onorario Marconi già nel marzo 1927
Nel 1927 la conferenza di Washington
CAPITOLO IV
dopoguerra
1945 Radio Club d’Italia di Edoardo Capolino
Al terminare della seconda guerra mondiale, prima che l’ARI riprendesse
le sue funzioni nasce il Radio Club d’Italia. Nasce alla fine del 1945 a Roma,
che era stata appena liberata, prima del Nord dell’Italia, presidente Edoardo
Capolino. I permessi furono rilasciati nel 1945 dalle truppe di occupazione
anglo-americane attraverso il governatore militare Alleato. Il suo Organo
ufficiale era il quindicinale Radioschemi, fin dal 1945.
A Milano invece agiva la ARI. Le due associazioni a seguito di polemiche
varie si unirono nel 1946.
Nel frattempo il governo, nel 1945, sopprime la festività per la nascita di
Marconi.
Dal 1939, a causa del "regime politico restrittivo e
sempre più assoluto", ogni attività radiantistica cessò. L'ARI divenne
"clandestina", pur mantenendo i contatti con le consorelle straniere, assegnando
nominativi secondo elenchi, chiaramente, non ufficiali. Dal 1945 vi fu la
ripresa radiantistica e i nominativi venivano rilasciati con permesso
provvisorio dalle Autorità alleate di occupazione. Subito dopo la fine della II
guerra mondiale in Italia vi erano dunque due Associazioni: l'ARI e l'RCI, che
si fonderanno (per il prestigio internazionale dell'ARI) nel 1948, in una rinata
e unica Associazione, mantenendo il nome ARI.
Lo Statuto viene "purgato" dalle aggiunte "superflue e dannose" del 1927:
nasce la "vera associazione dei puri, amatori, studenti, studiosi della radio,
riuniti per scopi tecnici e parascientifici, da cui ogni forma di lucro è
esclusa".
Nel frattempo l'ing. Montù, amareggiato da varie polemiche del dopoguerra,
rassegna le proprie dimissioni, ma non "cede" all'ARI la testata del "Radio
Giornale" (di cui era proprietario sin dal 1923), per cui l'ARI è costretta a
sceglierne una nuova. Nasce "Radio Rivista", e l'organo ufficiale vede la luce
col primo fascicolo nel Settembre del 1948.
Il Ministero delle Telecomunicazioni emana un Decreto (D.L.P. 598 del
14-1-1954) per regolarizzare patenti e licenze. Infatti, fino ad allora non
esistevano gli esami ministeriali (le licenze erano tutte provvisorie)
R.R. costa 250 Lire e la si può acquistare anche in
edicola. L'iscrizione all'ARI (con i 12 numeri della Rivista) costa 2.500 Lire.
In calce al sommario si avverte che ogni articolo inviato alla redazione
verrà ricompensato...
ARI è ancora per Associazione Radiotecnica Italiana
la stampa
Radioschemi del RCI di Capolino, 1945
Vediamo invece l’organo del RCI, Radioschemi:
Radioschemi n 1 anno 1 maggio 1945 Tipografia Il Giornale
D’Italia, direttore Edoardo Capolino.
Nell’iniziare la pubblicazione di Radioschemi ci rivolgiamo a tutti i
radioamatori italiani per chiedere la loro benevolenza per questa nostra
edizione che nasce in un momento in cui già più che mai la Nazione ha bisogno di
indirizzo tecnico per la sua ricostruzione industriale.
Questa rivista, organo ufficiale del Radio Club d’Italia, vuole essere
guida e consigliera a tutti coloro che si interessano di radio mettendo a
disposizione dei suoi lettori valenti teorici e tecnici. Ci auguriamo che il
nostro sforzo possa avere un certo successo e consigliamo tutti coloro che
desiderano leggerci a volersi abbonare per essere più certi di avere ogni
numero. Richiediamo ed accettiamo la collaborazione di tutti. Abbiamo infine
preso contatto con le autorità alleate perché dai prossimi numeri si possa fare
un ampio resoconto della stampa radio estera e delle necessità nel campo
radiofonico. Promettiamo ai nostri lettori d ridurre al minimo il prezzo di
acquisto della rivista non appena avremo regolari assegnazioni di carta. Un
grazie a tutti coloro che ci vogliono seguire ed aiutare nel nostro sforzo. Dal
prossimo numero sarà inserita una consulenza tecnica e legale gratuita per i
soci ed un diritto fisso di lire 50 per tutti gli altri.
Sullo stesso numero
Si invitano i tecnici,i costruttori, le ditte e i negozianti di apparecchi
radio a farsi soci del RCI, associazione apolitica. Trai suoi scopi si
includono i radioamatori veri e propri ma solo per incrementare lo studio,
diffondere la radiofonia, creare scuole, favorire scambi, biblioteche, contatti
coi Ministeri della Pubblica Istruzione e delle Comunicazioni.
f.to Edoardo Capolino.
Praticamente all’inizio ci si rivolgeva ai problemi
dell’industria e del commercio radio oltre della riorganizzazione delle
radiocomunicazioni circolari, trascurando i radianti per non invadere il campo
della vecchia ARI di Montù. Dopo un anno, considerata l’inerzia della veccia
associazione, si rivolgono ai dilettanti radianti. Questo secondo le
dichiarazioni. In ogni caso la liberazione di Roma molto prima che di Milano,
influì la formazione di questa associazione e probabilmente influirono i loro
contatti con le autorità alleate e con qualche rappresentante del governo.
Si parla di riunire queste associazioni in consorzi cooperativi.
A Firenze rappresentante del RCI è il dott. Franchetti Adriano. A Firenze
RCI Radioschemi, ha la sede in via R. Galluzzi 3
il 15 aprile 1946 Radioschemi comunica che è ripresa l’attività degli OM italiani ( gli OM italiani tornano in aria ) gli alleati hanno concesso le bande dei 20-40-80-160 m per l’Europa ed i 28 Mc per i grandi DX.
Ci sono contatti con la RAI alla quale ancora ci si riferiva come RI ed in altri casi come Ra.I
Nel N° 11, 1 nov. 1945 si descrive un trasmettitore per i 30 cm.
15 dic. 1945: I1SR in seguito ad una volgarissima delazione è stato individuato dalla polizia e gli è stato sequestrato il trasmettitore. Inviato un telegramma al Ministro delle telecomunicazioni perché provveda a concedere licenze di trasmissione.
Al RCI si unisce il Radio Club Piemonte RCP
Montù, Geloso, Capolino discutono col governo dei problemi dei Costruttori radio
febbraio 1946 appello ai radianti di farsi soci del RCI.
aprile 1946 diatribe tra dilettanti autorizzati dal Comando Alleato e non.
15 aprile 1946 (da Radioschemi)
Fino ad ora tante erano le cose che premevano che abbiamo sempre rimandato di occuparci degli OM italiani che sempre in maggior numero si sono iscritti al RCI...insieme alla ARI abbiamo interessato il Ministero.
1 maggio 1946, lettera aperta all’ing. Montù
...si fa notare che malgrado la fondazione vecchia di 2 anni del RCI,
l’interesse dei radianti per rispetto dell’ARI non venga trattato. Intanto l’ARI
dormiva e non curò i loro interessi.. venne poi la Sua presa di posizione verso
di noi ed infine l’incidente di Modena ( dove a quanto pare si erano riuniti
gli “Arini” e i “radioclubbini”)... non è ritenuto giusto nemmeno il suo
attacco al Radio Club Piemonte perché vuole accusare loro dirigenti di essere
degli intrusi? perché non accusa tutti noi? io mi permetto di non ringraziare
come fa Lei gli onorevoli Scelba e Fano...
Convegno a Genova per il commercio radio
Schema di regolamento pubblicato da Montù ma non applicato.
Sempre da Radioschemi: gaffe di Montù sul Radiogiornale che
dice : purtroppo accanto alla ARI si sono inseriti da poco, anzi da
pochissimo tempo organizzazioni con scopi non ben definiti i quali intralciano
invece di coadiuvare in nostro operato…
Ingegnere, si svegli, siamo nel 1946 e segua il suo impulso di non volersi
interessare più della ARI, imparerà che gli altri parlano di un suo feudo
personale.
Altra inserzione: Rossi Luciano, per la quarta volta ci fa citare, insomma la vuole smettere il sig. Rossi di romperci l’anima?
un’avventura
A Firenze congresso Nazionale dei Radianti, ancora da Radioschemi:
...l’appuntamento era alle 9.30 al caffè delle Giubbe Rosse, per poi andare alla sede ricreativa delle Officine Galileo al Poggetto. Alcuni funzionari PS, insospettite dalle sigle e dal linguaggio ermetico del gruppetto, avvisò gli uffici di PS e così i nostri carissimi OM invitati su un solido cellulare, venivano tradotti in questura. Furono trattenuti per oltre tre ore e tirati fuori dall’intervento dell’ing. Fagnoni, che, ormai nel tardo pomeriggio, da loro il benvenuto ufficiale. I convitati visitano anche la trasmittente RAI da 100 Kw di Terrarossa (trasmittente di Firenze appena attivata). Guida alla stazione l’Ing. Cacciotti.
A Firenze la sede del RCI è presso la Tecnoradio di piazza S.Maria Novella
Si comincia a parlare di OM in FM
Agosto 1946
Si partecipa che la commissione interessata in proposito dal RCI comunica
di non aver ritenuto opportuno per il momento autorizzare l’impiego da parte
degli OM delle bande dei 7 e dei 14 Mc.
Occorre tener conto delle richieste, l’attività abusiva fatta
precedentemente in quella gamma ha compromesso la situazione.
più oltre:
In pieno regime fascista la Fiera di Modena era autorizzata all’impianto
di un trasmettitore, per il periodo della Fiera. Ora, in pieno regime
democratico, si nega il permesso...
Punto di vista del Radiogiornale
Radiogiornale gennaio 1946
La ripresa dell’ARI
Dopo i gravi e decisivi eventi intercorsi tra la sospensione della nostra
attività nel 1943 e l’attuale ripresa riteniamo opportuno riassumere la nostra
attività passata e presente e gettare le basi di un programma avvenire.
Oggi, tra tanto fiorire di iniziative, addirittura in soprannumero, sarà
bene ricordare la storia della nostra associazione.......a parte delle altre
iniziative ricordiamo la promozione della prima mostra nazionale della radio,
strappata in seguito con metodo prettamente fascista dai gerarchi che allora
reggevano il Gruppo Costruttori Radio ai quali si poteva contrapporre solo il
nostro non-tesserato Presidente....Si ricorda l’attività ed il sacrificio della
vita di tanti soci ARI per la liberazione del Paese, ne citano oltre una
ventina. Molti avevano costruito le stazioni radio per i partigiani.
Si sono riattivati i contatti con la IARU, ed attivate per ottenere le
licenze dal ministero. Per ora i soci sono solo qualche centinaio (durante il
fascismo erano 200). Quando saranno migliaia ci si potrà attivare a mire
superiori.
Montù.
Montù era stato tollerato dal Regime anche se non si era mai compromesso, addirittura ebbe dei problemi per un articolo tali che qualche numero delle sua rivista fu bloccato dalle Autorità
settembre 1946 XI riunione annuale dei Soci, Milano, circa 300 intervenuti.
Presenti anche membri del Signal Corp, dll’ARRL e RSGB, vecchi amici come Strada, Fagnoni, Gnesutta ecc. Qui sotto alcuni passi della relazione del presidente Montù.
...purtroppo le difficoltà di trasporto e di alloggio
non hanno consentito a molti nostri Soci di partecipare a questa fraterna
riunione.......La X riunione si era tenuta a Bologna nel 1940, anno infausto che
doveva segnare l’inizio di tante disgrazie. Nel 1943 venne sospesa la rivista e
contemporaneamente ogni attività dell’ARI...nel 1944 i tedeschi chiesero
l’elenco soci che, per misura prudenziale, fu invece bruciata.
La ripresa dell’ARI, per meglio dire della presidenza, fu ripresa nel
giugno 1945.....a seguito delle trattative svolte da allora con le autorità
governative tramite la sezione romana, si è compilato uno studio sul regolamento
da sottoporre al Ministero PP TT....voi sapete bene come si svolgono le cose
nei Ministeri..... tra l’altro il Ministero richiede il benestare da parte del
Comando Alleato (di occupazione)....
A questo punto il nostro lavoro viene ostacolato da Enti e persone che si
sono improvvisamente scoperte la vocazione di paladini del radiantismo. Questi
signori sfruttano le loro relazioni al Ministeri per metterci bastoni tra le
ruote, col pretesto che in tempi di democrazia non è lecito riconoscere una sola
associazione di radianti....
Al luglio agosto del 1946 i permessi provvisori rilasciati sono 50. Dato che il Decreto ancora non è uscito è concessa una proroga fino al 15 agosto, ma nell’aprile ’47 i permessi sono sempre di la da venire.
Federico Strada chiede che quando verrà in possesso del permesso, possa conservare il vecchio prefisso I1AU...accenna che il radiantismo del 1946 non è più quello del 1925...
1947 Il Gruppo Costruttori Radio riallaccia i rapporti con l’ARI tramite una lettera del presidente John Geloso.
ancora Montù sul Radiogiornale
luglio-agosto 1947 Democrazia e anarchia, firmato Montù
...una circolare intestata ad un Comitato Dissidente dell’ARI ha nientemeno
che dimissionati la Presidenza ed il Consiglio, senza nemmeno dare gli otto
giorni come si fa con la serva, con la motivazione del disinteressamento
dell’ARI verso i problemi interessanti i soci e del pessimo andamento del Radio
Giornale....I firmatari sono tutti milanesi, nessuno che alla riunione ARI di
giugno abbia aperto bocca...Poiché questi signori parlano a vanvera di
democrazia ....indicono per conto loro un referendum compiendo un falso
asserendo che la sezione di Milano ha aderito ai dissidenti.....questi furono
abilmente manovrati da chi sarebbe ben lieto di vedere tramontare la ARI per
esercitarne fraudolentemente le attività accumulate in 20 anni di paziente
lavoro...E.M.
dicembre 1947 CONGEDO
Sono ormai note alla maggior parte dei Soci le ragioni per le quali ho
rassegnato le dimissioni da Presidente....nella riunione straordinaria dell’11
ottobre mi fu presentato la richiesta di mettere ai voti la presidenza della
Riunione, contro tutte le regole della pratica associativa. Dichiarai che
mettevo ai voti la proposta e che se il responso fosse stato favorevole ad essa,
avrei immediatamente lasciato il luogo di riunione ed avrei dato le dimissioni
da Presidente...Risultarono 30 voti favorevoli e 28 contrari ed agii di
conseguenza.
E’ evidente che si trattò di una poco edificante congiura di persone mosse
da ambizione e interessi personali...Nel cedere il posto che ho tenuto per 20
anni resistendo a tutti i venti contrari, lascio un’organizzazione
perfetta...certo che gli eventi che hanno turbato l’andamento della nostra
Associazione sono derivate dall’ambiguo contegno dell’Ispettorato del Traffico
TRT del Ministero delle PP.TT...ho solo il rammarico, quello di non poter come
tutti gli anni precedenti presentare un bilancio attivo, ma i Soci capiranno che
la quota fu stabilita nel settembre 1946 quando il valore di acquisto della lira
era doppio dell’attuale....E.Montù
Estate 1948,
dopo la pausa dovuta alle guerre, tramite referendum venne approvato la fusione
del gruppo A.R.I. col gruppo Radio Club Italiano (nato alla fine del 1945) ed
assunto come statuto il vecchio statuto A.R.I. decurtato da articoli superflui.
Solo un dettato del referendum non poté venire subito applicato: il cambiamento
della denominazione da Associazione Radiotecnica Italiana in Associazione
Radioamatori Italiani, cosa che avvenne nel 1977 con l'entrata in vigore del
nuovo statuto in occasione del "Cinquantenario”.
Dunque il referendum per unione di radio club Italiano con associazione
radiotecnica italiana nel 1948.
Il Radio Club Amatori, RCA
Ma non tutti gli amatori avevano accettato il risultato del referendum
e dettero vita ad un sodalizio chiamato Radio Club Amatori. Il centro motore del
RCA era nel Veneto con numerosi aderenti nel sud Italia. Si arrivò a 400
iscritti. L’organo ufficiale era la rivista QTC Rassegna di Radiotecnica.
I vari approcci federativi con l’ARI fallirono, il Club si sciolse nel 1953
ed i suoi aderenti non subirono discriminazione e confluirono di diritto
nell’ARI.
Radiorivista
Nel settembre 1948 inizia la pubblicazione di Radio Rivista:
Iniziando la pubblicazione di Radio Rivista, nuovo organo ufficiale dell’ARI,
si presenta ai soci con un misto di esitazione e baldanza. Venire in vita , cosa
sempre delicata e no disgiunta da pericoli, è di questi tempi davvero rischiosa
specie quando i genitori appartengono a quelle schiere di incorreggibili
ottimisti.... Pier Luigi Bargellini
Dalla Radio Rivista del 1948
Proposta di ridenominazione da associazione radiotecnica italiana a Radio Club d’Italia ( da referendum)
Fu deciso diversamente, ora ARI vale per Associazione Radioamatori Italiani ( già radiotecnica), da referendum.
Al secondo mese della rivista 1500 iscritti. La quota è 2000 lire al 1948-49.
Nel 1949 il Ministero delle Poste sospese i vecchi permessi rilasciati dagli americani ed introdusse gli esami per ottenere la licenza di radioamatore.
Nota
Una nota: ai tempi del Fascio, dal 1927 al 1929 l’attività dei
radioamatori aveva molte limitazioni imposte dal regime che poi, o per
disorganizzazione o per bontà d’animo della Autorità, non perseguitarono i
radioamatori nella loro attività e non avvennero ne sequestri ne arresti e
nessuno fu condannato anche se beccato a trasmettere irregolarmente. Chiaramente
dal 1940 al 1945 l’attività era perseguita e spiata, ma all’inizio bastava un
poco di manganello e di olio di ricino, come consigliava Angeletti. Quando
intervennero i tedeschi e le bande Fasciste (a Firenze c’era l’ex radiotecnico
Carità) la faccenda divenne improvvisamente tragica e tanti radioamatori dettero
il loro sangue per la Resistenza.
Appena nata la democrazia di libertà se ne parlava soltanto. Le autorità
divennero severissime, si fecero sequestri e più di un radioamatore passò una
brutta esperienza in carcere non riconoscendo le Autorità i permessi che
addirittura erano stati dati dalle truppe di occupazione alleate. Addirittura
dobbiamo a queste truppe di occupazione lo sviluppo del broadcasting con la
creazione di compagnie teatrali presso le sedi radio locali, che furono
sviluppate e fornite da auditori che poi mamma RAI costrinse allo sfascio. Gli
anni ’50 me li ricordo: caccia alle streghe e caroselli della Celere. Poi ci si
accorse che i comunisti non erano poi quella gran brutta bestia e la ragione
prevalse.
Vedi l’avventura al Caffè delle Giubbe Rosse a Firenze dei delegati ARI in
visita a Firenze narrata più sopra.
Carlo Bramanti agosto 08