SUPERPILA_11

Condannato per bancarotta l' ex vicepresidente della Volta

06 dicembre 2006 —   pagina 11   sezione: FIRENZE

Quattro anni di reclusione per bancarotta fraudolenta e documentale: è la condanna, che accoglie le richieste del pm Alessandro Crini, emessa dal tribunale di Firenze nei confronti di Francesco Rizzardi, ex vicepresidente e socio di maggioranza della Volta Industries, azienda produttrice di pile di Scandicci, nata nel 1989 dalle spoglie della Superpila e dichiarata fallita nel settembre del 1996. La condanna di Rizzardi è l' epilogo di una storia sfortunata. Un tempo lo stabilimento Superpila era in piazza Leopoldo. Dopo una lunga trattativa, il Comune di Firenze acconsentì a rendere l' area edificabile (ora ci sono un supermercato e abitazioni). In cambio la Superpila doveva costruire un nuovo stabilimento. Ma il percorso fu oltremodo accidentato, anche perché l' azienda produceva vecchie pile allo zinco. E il passaggio sotto il controllo di Duracell, l' azienda leader nel settore delle pile alcaline, non si rivelò felice. Volta Industries nacque nell' 89 per iniziativa di alcuni dirigenti della Duracell (tra i quali lo stesso Rizzardi). Qualche anno più tardi la procura cominciò a indagare su presunte bustarelle a funzionari del ministero della difesa per piazzare le pile allo zinco Volta. Questa parte dell' inchiesta è finita in prescrizione. Nel ' 96 l' azienda fallì. L' attenzione della procura si concentrò su alcune operazioni condotte a partire dal 1990, che sarebbero servite a Rizzardi - secondo l' accusa, che si è basata anche sulle relazioni del curatore fallimentare Francesco Tanini - a distrarre e occultare beni e somme di denaro di pertinenza dell' azienda, attraverso società di comodo italiane e estere, e a costituire fondi neri. Il manager si è sempre dichiarato innocente. Il suo difensore, avvocato Ghita Lenzi, ha preannunciato che presenterà ricorso in appello.

 

 

LETI, Giuseppe

Erano proprio la fedeltà massonica e il legame di collaborazione con il gran maestro Ettore Ferrari a compromettere la posizione del L. di fronte al fascismo, da lui avversato sin dagli inizi e contrastato con decisione dopo il delitto Matteotti (1924). Del resto il regime, proseguendo la prassi già riservatagli dallo Stato liberale, lo sorvegliava da tempo, insospettito dai numerosi viaggi in Francia e in Svizzera che il L., entrato ormai nel supremo consiglio dei 33, effettuava nello svolgimento di una professione che nel frattempo lo aveva portato a curare gli interessi di alcune ditte danneggiate dalla guerra nell'ex Impero austro-ungarico e che lo aveva posto al vertice di importanti gruppi industriali (nel 1925 era presidente della Superpila di Firenze e della francese Leclanché, nonché consulente della svizzera Union des fabricants de tabac).morto 1936 natoa Fermo 1867

 

 

Quando c’era la Superpila

   Dalle memorie di Graziella Minnucci, nata a Fi nel 1919, entrata in Superpila nel dicembre 1935. Nella Superpila vigeva molto cameratismo. Nel periodo della guerra in Africa vi furono parecchie visite da parte dell’Esercito, volute dal Duce per accertarsi che tutto funzionasse bene essendo a quel tempo la Superpila un ente parastatale e siccome l’architetto Laurenti fu l’ideatore di una pila autarchica.

 

 

 da mie memorie, cavallo tipo Brabante che tirava un carro con ruota da auto e trasportava damigine di acido in via R.Galluzzi fino agli anni '60. Carlo Bramanti